LIEBSTER AWARD 2016

Cari lettori e care lettrici,
bentornati nel mio blog. Come sempre mettetevi comodi e diamo inizio alle danze!

Anche questa volta, sono stata nominata al Liebster Award 2016 dalla carissima Val, trovate il suo blog qui. Ti ringrazio tantissimo per avermi nominato! (:
Il Liebster Award è un riconoscimento creato per promuovere i piccoli blog con meno di 200 iscritti…insomma come dire “sei piccolo ma interessante”.
I miei follower assidui sono pochissimi, complice il fatto che ultimamente non sono stata presente sul blog, quindi ci rientro perfettamente. Tolti i miei parenti e amici, tutte le altre persone seguono il mio blog di loro spontanea volontà…il terzo mistero di internet, vi ringrazio infinitamente!

Il regolamento è il seguente:

  1. Ringraziare per la nomination;
  2. Rispondere alle 11 domande poste dal blogger che ti ha nominato;
  3. Nominare a tua volta per la Liebster Award 11 bloggers con meno di 200 followers;
  4. Scrivere 11 domande per i bloggers che hai nominato;
  5. Inserire il banner del premio;
  6. Avvisare ciascuno della nomination ricevute;

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Quindi mettiamoci d’impegno e rispondiamo a queste domande:

1. Libro preferito e perché lo è 

Tra tutti i miei libri preferiti, quello che mi viene subito in mente (e per non citare sempre Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie) è indubbiamente Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald. E’ difficile mettere a parole le emozioni che mi ha trasmesso questo libro e partendo dal presupposto che amo tutto ciò riguarda l’illusione è facile dire che Fitzgerald è stato magistrale nel descrivere come l’illusione è frutto della mente della singola persona.
L’essere giovani è un’illusione e trasformare i propri sogni in realtà, concretezza, lo è ancora di più…basta! E’ meglio che mi fermi perché potrei parlarne ore e ore.

2. Come dev’essere un personaggio per finire nella lista dei preferiti?

Non richiedo delle caratteristiche particolari per i miei personaggi preferiti, variano a seconda del tipo di romanzo con cui mi approccio.
L’unica cosa che, effettivamente pensandoci bene, apprezzo è che i personaggi si muovano con cognizione di causa all’interno del romanzo e non come trottole lanciate così a caso.

3. Vi è mai capitato di sognare la scena di un libro?

Non è che ho sognato una sola scena di un libro, ho sognato l’intero libro o meglio racconto breve! Ebbene si, mi sono calata nel sognatore di Notti Bianche di Fëdor Dostoevskij. Ho sognato di vagare per le strade Pietroburgo e di incontrare un uomo misterioso e la storia va da sé…
“[…]un intero attimo di beatitudine! È forse poco, anche se resta il solo in tutta la vita di un uomo?

4. Cosa non può mancare nel vostro telefono (app, canzone, ecc.)?

Tralasciando il famoso quanto fastidioso WhatsApp, non può mai mai mancare l’applicazione di Spotify. Ormai ne sono drogata! Io sono un ascoltatrice compulsiva di musica – adesso sto ascoltando musica per esempio – e se dovesse mancare nel mio telefono sarei davvero davvero triste.
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5. Quale stagione vi piace di più per la lettura?

Credo che l’autunno e l’inverno siano le stagioni più adatte alla lettura.
Libro + Tè è la combo perfetta…
Peccato che queste stagioni siano destinate ad altri scopi, TIPO LO STUDIO!
– vedi immagine sopra –

6. Conoscete qualcuno a cui la lettura non piace? Se si, credete sia pazzo?😊

Beh, un po’ pazzo lo devi essere per non apprezzare la lettura.
Ma ehi, io non sono nessuno per dire chi è o chi non è stupido.
Quindi dico DE GUSTIBUS NON DISPUTANDUM EST.

6. Film preferito

Uhm…qui vale la stessa cosa che ho scritto per il libro preferito: tra la miriade di film preferiti e registi preferiti (Scorsese sempre nel cuore), vi devo citare per forza Donnie Darko di Richard Kelly.
Non mi rimetto a blaterare sul fatto dell’illusione, ma vi garantisco che è un film ammaliante, non immediato e mai scontato. Da rivedere e rivedere per capire tutte le sfumature di cui si compone questa meraviglia.

7. Che ne pensate delle serie tv tratte da libri?

Argomento spinoso…un po’ come i film, anche le serie TV tendono a perdere la magia che c’è dietro ad un libro. Raramente ho visto serie TV più belle del libro, però è interessante vedere l’interpretazione di un’altra persona circa la storia.
Non sono una purista che richiede che il libro debba essere rispettato in ogni singola scena, anche perché le immagini che crea uno scrittore non è facile trasportarle visivamente, però apprezzo chi riesce a mantenere l’aura che circonda il libro…anche se difficilmente si riesce.

8. Quale genere preferite di libri?

Sono una convinta lettrice onnivora, leggo veramente di tutto! Classici, fiction, thriller, nonfiction etc. L’unico genere che ho veramente difficoltà ad avvicinarmi sono i libri di storia, ho un rapporto più di odio che amore.

9. Stagione/i preferite?

Assolutamente ESTATE!!!!! Caldo, caldo e ancora caldo…

10. Cartaceo o ebook?

Assolutamente entrambi. Vorrei parlarvene in un book & thoughts, ma il principio di base è questo: in un modo o nell’altro basta che si legga.

Premesse delle nomine, poiché ultimamente bene o male tutti siamo stati nominati al Liebster Award e non vorrei far sbuffar altri blogger…quindi io le nomine le farò ma nessuno si deve sentire obbligato a rispondere alle mie domande.
E per questa ragione non avviserò i blog che nomino, se questi capiteranno in questo blog, vedranno che sono stati nominati e vorranno rispondere ben venga.
Bando alle ciance ciancio alle bande, queste sono le mie nomine:

  1. Leggo.libri
  2. Bookish girl Kingdom
  3. Mela Kiwi Limone
  4. Book’s Thief
  5. L’angolo di Ophelia
  6. I libri di Mia

Questi sono quelli che credo che meritino veramente di essere visitati.
Le mie domande a cui siete liberi di rispondere – anche se non siete stati nominati – sono:

  1. Di cosa parla il tuo blog?
  2. Dove vorresti vivere se potessi cambiare città?
  3. Se tu potessi essere un personaggio della finzione quale sarebbe e perché
  4. Cosa ti preoccupa dell’era moderna?
  5. Dicci un tuo sogno nel cassetto
  6. Momento della giornata preferito per leggere?
  7. Ultimo libro acquistato
  8. Il miglior film/serie TV tratto da un libro
  9. Che canzone canti mentre stai facendo la doccia?
  10. Qual è la citazione che ti rappresenta di più?
  11. Esprimi un desiderio

Bene, ho stravolto un po’ le regole…però credo che sia giusto così. Spero che vi abbia fatto piacere leggere un po’ di me a breve usciranno alcune recensioni.
Stay tuned 😉
A presto!

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READER PROBLEMS – Book Tag

Cari lettori e care lettrici,
bentornati nel mio blog. Come sempre, mettetevi comodi e diamo inizio alle danze!

Oggi ritornano i tag che tanto mi piacciono e un po’ piacciono anche a voi, fatti apposta per conoscerci meglio. Oggi vi porto il tag che riguarda i problemi che affliggono noi lettori, nessuno escluso.
Tre, due, uno…si parte!

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1. Hai 20.000 libri nella tua TBR. Come fai a decidere quale sarà il prossimo libro che leggerai?

In realtà vado a sentimento: magari quel giorno sono un po’ malinconica e cerco di trovare un libro che mi tiri su, come mi è capitato per Hitler, Socrate, Amore e Gelato di Kim Chiari. Un libro strano e folle, irriverente e simpatico; mi ha intrattenuto e allo stesso tempo mi ha fatto riflettere su certe tematiche che tratta l’autrice.
Ve lo consiglio.
Quindi fondamentalmente, ritornando alla domanda, non ho un metodo preciso. Decido sul momento, però cerco di “limitare” la mia TBR inserendo solo libri che possano veramente interessarmi.

2. Sei a metà di un libro e non ti sta piacendo affatto. Lo abbandoni o mantieni il tuo impegno e lo finisci?

Sono una persona caparbia che deve portare a termine TUTTO quello che ha iniziato, magari ci metto secoli, però almeno è terminata. Mi è capitato solo una volta di abbandonare e riprendere a più riprese un libro – ho impiegato due anni a terminarlo – ovvero Dissipatio H.G. di Guido Morselli. Non ho tutta la sensibilità che richiede questo autore, mi dispiace MA PER ME E’ NO!

3. Si avvicina la fine dell’anno e tu sei lontana dal raggiungere il tuo obiettivo della challenge dei libri da leggere su GoodReads. Provi ad accelerare adesso? E come?

No, non ingrano la quinta. Evidentemente quest’anno non ho avuto tutto il tempo che credevo avere a disposizione. Quest’anno non ho vinto la sfida con me stessa, ma sicuramente cercherò di migliorarmi il prossimo anno.

4. Le cover di una serie che ami hanno uno stile diverso. Come superi questa cosa?

Arg! E’ una cosa che non sopporto perché sono una collezionista ma i libri costano, ahimè. Ovviamente, non sono contro il prezzo di copertina (anche se delle volte le case editrici tendono ad esagerare, diciamocelo), ma è una cosa oggettiva. Alcuni mesi si tende e si deve dare priorità ad altre faccende.

5. Tutti, ma proprio tutti, amano un libro che a te proprio non piace. Con chi condividi le tue impressioni riguardo a quel libro?

Ho creato il blog appositamente, purtroppo i miei amici non leggono come me e a volte incontro difficoltà discutere di libri con loro. Mi guardano Ron, Hermione e Harry hanno guardato Luna Lovegood la prima volta che hanno parlato con lei, inoltre il fatto che un libro piaccia a tutti non è sinonimo di garanzia. Ho fatto un post apposito riguardo al fatto che non si deve aver nessun tipo di problema a condividere la propria opinione (positiva o negativa che sia).

6. Stai leggendo un libro in pubblico e ti viene da piangere. Come ti comporti?

Non mi è mai capitato, leggo raramente in pubblico. Per me la lettura – nel senso vero del termine – è un’attività privata. Non saprei come comportarmi nel caso…

7. Il nuovo volume di una serie che segui è appena uscito, ma hai dimenticato del tutto il volume precedente. Come ti comporti? Rileggi il libro precedente, dai una scorsa alla sinossi su GoodReads, non leggi il nuovo libro o ti limiti a piangere disperatamente?

Uhm…premetto che non leggo tantissime serie e se dimentico del tutto il volume precedente evidentemente non mi ha colpito talmente tanto da ricordarmi gli avvenimenti ergo non provo proprio a leggerlo.
La vita è una sola, non bisogna perdere tempo in libri che non ti colpiscono.

8. Non vuoi che nessuno prenda in prestito i tuoi libri. Come fai a dire di no alle persone quando ti chiedono in prestito un libro?

In generale, ripongo molta fiducia nell’umanità e presto i miei libri. Anche qui, però, faccio una selezione accurata circa le persone a cui presto i libri. Nell’ipotesi cui, a chiedermi in prestito un libro, sia una persona che non sia all’interno della mia lista bianca, dico semplicemente che non presto libri.

9. Blocco del lettore: nell’ultimo mese, hai abbandonato almeno cinque romanzi. Come fai a uscirne?

Per me è una cosa naturale il blocco del lettore e altrettanto naturalmente ritornerà la voglia di leggere. Magari tento di spingere un po’ con alcuni romanzi di puro e semplice intrattenimento come possono essere quelli di Nick Hornby. Non che non siano degli ottimi libri, ma la sua prosa è talmente fluida e scorrevole che vi ritroverete a divorare ogni suo libro.
Vi consiglio di leggere Non buttiamoci giù e Alta fedeltà tra i tanti che ha scritto.

10. Stanno per uscire tantissimi libri che muori dalla voglia di leggere. Quanti ne compri veramente?

Ribadisco, faccio una selezione accurata dei libri che voglio leggere e che soprattutto voglio avere in cartaceo. Delle volte scendo a compromessi con me stessa e acquisto gli ebook di quei libri che voglio assolutamente leggerli, ma posso posticipare il loro acquisto! L’importante è leggere.

11. Dopo aver comprato dei libri che morivi dalla voglia di leggere, quanto devono veramente aspettare sullo scaffale prima di essere letti?

Il tempo necessario per assimilarli per bene. In più, non tutti i libri hanno la stessa intensità: alcuni richiedono più attenzione e ponderazione rispetto di altri!

Bene lettori, sono giunta al termine. Voi cosa ne pensate di queste domande? Riassumono tutti i problemi?!
P.S. vi lascio le canzoni che hanno accompagnato la redazione di questo post.
(Vi potrebbe piacere se aggiungessi questo piccolo angolo dedicato alla musica?)

Echo & Bunnymen – Nocturnal Me
Social Distortion – Alone and Forsaken
Morrissey – Let Me Kiss You
Ben Folds, Nick Hornby – From Above

Fatemi sapere.
A presto!

Oggi così si conclude la mia adolescenza

Io sono una Terrestre.
Mi mancherete
e oggi il post lo dedico a voi ♥

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Dai virus della mediocrità
Dai dogmi e dalle televisioni
Dalle bugie, dai debiti, da gerarchie,
Dagli obblighi e dai pulpiti
Squagliamocela
Nei vuoti d’aria della realtà
Tracciamo traiettorie migliori
Lasciando le galere senza più passare dalla cassa
Liberi tutti

Cecità, José Saramago – Recensione

Cari lettori e care lettrici,
ben tornati nel mio blog. Come sempre, mettetevi comodi e diamo inizio alle danze!

Uno dei libri che ho letto durante Agosto è stato Cecità di Saramago, sotto il consiglio della mia dentista di fiducia. Mi sono letteralmente innamorata di questo autore e  sto iniziando una mia sfida personale: leggere un Saramago ogni mese, infatti devo procurarmi Caino.
Un autore visionario, con uno stile di scrittura assolutamente non paragonabile ad altri, con una prosa sconvolgente.
Ho amato Cecità dalla prima all’ultima riga.

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Il libro inizia con un automobilista fermo al semaforo, il quale si rende conto di essere cieco: una cecità particolare, nessuna tenebra solo un grande “mare di latte” luminoso. Ci troviamo catapultati in una storia nella quale il tempo è indefinito, il luogo non è precisato in cui, a causa di un’improvvisa epidemia l’intera popolazione si ritrova cieca. I personaggi che incontriamo rimangono anonimi, li riconosceremo durante tutta la lettura grazie a tratti fisici o alle connotazioni sociali: “il primo cieco“, “la moglie del medico“, “il medico“, “il ladro” e così via. Saranno proprio gli occhi della moglie del medico, l’unica rimasta immune, a guidarci durante tutta la narrazione ed assisteremo a quanto l’animo umano possa essere corrotto e corruttibile e quanto le psicologie e gli atti dei protagonisti siano atroci.
Un vero pugno allo stomaco, un libro che  ti coinvolge e ti sconvolge tanto da far cambiare il mio modo di vivere e di pensare…per lo meno è quanto è successo a me. Un saggio, più che un libro, che descrive l’assenza di umanità: l’anima diventa cieca, priva di compassione, solidarietà e amore. Saramago, con una prosa scarna, quasi asettica, ci fa toccare con mano la fragilità umana e quanto sia facile ritrovarsi nel caos e lasciarsi sopraffare dagli eventi dimenticandosi di tutto il resto. Un flusso di coscienza che cerca di farci “vedere” i dettagli più infimi di noi stessi e ci invita a riflettere sul nostro tempo, sul fatto che tutti noi – ciascuno di noi – può essere un potenziale cattivo.
Ecco cosa ci svela l’epidemia: uccidere, stuprare, affamare, aggredire diventano crimini che non spaventano più perché, come dice uno dei personaggi, “è di questa pasta che siamo fatti, metà di indifferenza e metà di cattiveria“; la cecità non è più uno stato fisico piuttosto uno stato di essere: questa malattia è profondamente radicata nell’animo umano, nel fare e nel pensare al bene anche quando siamo circondati dal male. Un vero e proprio esperimento mentale, quello che fa Saramago: cosa faremmo noi se ci trovassimo nelle stesse condizioni e nelle stesse situazioni in cui si trovano i personaggi?

Così Saramago descrive il suo libro:

Volevo raccontare le difficoltà che abbiamo a comportarci come esseri razionali, collocando un gruppo umano in una situazione di crisi assoluta. La privazione della vista è, in un certo senso, la privazione della ragione. Quello che racconto in questo libro, sta succedendo in qualunque parte del mondo in questo momento

Però vi devo avvertire, se e quando deciderete di leggere questo autore, quando dico che ha una prosa e una punteggiatura scarna intendo proprio dire che è ridotta all’essenziale: poche virgole, pochi punti e addirittura le virgole che segnalano i dialoghi sono completamente assenti. Inizialmente pensavo che fosse un problema della stampa, poi mi sono resa conto che è lui scrive e descrive così, dovete farci l’abitudine ma non toglie nulla all’intero libro, anzi ciò ne aumenta il suo valore e l’intero significato del romanzo.

E’ un libro che va letto senza alcuna distrazione, da divorare e amare.

L’avete letto?
Cosa ne pensate?
A presto!

Welcome back!

Cari lettori e care lettrici,
bentornati nel mio blog. Come sempre, mettetevi comodi e diamo inizio alle danze!

Siamo giunti a Settembre, vi rendete conto?
SETTEMBRE

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Tendo ancora a non realizzare che dovrò riprendere la routine di sempre: università, studio, leggere, studio, studio e ancora studio. Salvatemi vi prego! La mia estate è effettivamente iniziata ad Agosto, avevo bisogno di staccare la spina da tutto e tutti, e vi dirò che mi sono parecchio divertita, interessante eh? Non potevate vivere senza questa informazione, ammettetelo che vi sono mancata! 😉
Vi posso garantire che questo mondo mi è un po’ mancato…quindi aspettatevi la mia presenza continua e ossessiva, perciò eccomi di nuovo qua alle prese con il mio amatissimo blog. Prometto solennemente di essere più presente e cosciente, so di essere ripetitiva ma GIURO, LO GIURO!

A voi come sono andate le vacanze?
Avete letto parecchio?
Cosa avete letto?
Fatemi sapere,
A presto!

E’ giusto o sbagliato?

Cari lettori e care lettrici,
bentornati nel mio blog. Come sempre, mettetevi comodi e diamo inizio alle danze!

Cosa è giusto e cosa è sbagliato nel mondo di oggi? Mi dispiace, ma non sono una filosofa e quindi non sono dare risposte a domande esistenziali, piuttosto sono qua per cercare di dire la mia – perché io fondamentalmente devo dire la mia su tutto, purtroppo – su un argomento che a noi blogger e non solo ci tocca nel profondo: è giusto essere critici su un libro, film, su un qualsiasi argomento? O meglio è giusto dare un parere negativo su questi argomenti? Quanto ci si può spingere oltre, senza rischiare di risultare troppo sarcastici, troppo cattivi, troppo retorici o tutto ciò è sbagliato? E, infine, quanto e perché è sbagliato?

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Questo è una domanda che mi sono posta moltissime volte, soprattutto perché leggendo di qua e di là, ho sempre incontrato recensioni positive, positivissime e un numerus clausus di recensioni che EFFETTIVAMENTE esprimano quello che è il vero pensiero – ostile – di colui che scrive. Fino a prova contraria, noi viviamo in una Repubblica, poco democratica certo, ma pur sempre Repubblica la cui carta costituzionale all’art. 21 co.1 Cost. recita <<Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione>>, quindi non vedo il motivo per il quale non si possa esprimere un pensiero negativo; negativo che non è sinonimo di offensivo, infatti, tengo a precisare, che chiunque ABUSI di questo articolo è da lapidare, da prendere e buttarlo in mezzo a una disputa tra Sgarbi ed “Er Mutanda”, ma queste personcine qua stanno proliferano peggio dei funghi, peggio delle blatte in città. Indubbiamente la maggior parte di queste persone che tendono a positivizzare anche l’impossibile lo fanno per un proprio tornaconto, per prendersi la più grande fetta di follower possibile e immaginabile. Ci guadagnano? Certo che ci guadagnano, ma come la mettiamo con quella che è l’etica?! Se una cosa non piace, non piace punto e basta…perché ostentare un proprio pensiero fasullo, quando magari è palesassimo che non è piaciuto. Ritengo, piuttosto, che la sincerità e la schiettezza (da non confondere con la maleducazione) siano alla base di qualsiasi relazione ed ecco perché ho aperto un blog, per avere uno scambio di opinioni sano e funzionale
Probabilmente e sicuramente risulterò banale, scontata e via discorrendo, ma:
mi rivolgo ad un certo homo sapiens, recentemente scomparso…colui che, condivisibile o meno, riesce ad argomentare la propria critica ed apprezzare un buon scambio di opinioni, che non si offenda se qualcuno osa dire il contrario di quello che afferma e che non offenda a sua volta: dove diavolo ti sei cacciato?

Quindi per concludere, io vorrei dirvi di esporvi di più, di recensire, di scrivere anche cose brutte! D’altronde la vita non è sempre tutta rose e fiori eppure sopravviviamo comunque e allora perché non farlo anche qua? Dite sinceramente la vostra, esponetevi…ne guadagnerete in salute mentale; il massimo che può succedere è perdere un vostro follower, e allora?! Come dice Raffaella Carrà << [ne] trovi un altro più bello che problemi non ha>>.

E’ inutile i miei flussi di coscienza stanno diventando sempre più lunghi, non ci posso far nulla…piuttosto fatemi sapere cosa ne pensate VERAMENTE.
A presto!

Gone Girl – L’amore bugiardo

Cari lettori e care lettrici,
bentornati nel mio blog. Come sempre mettetevi comodi e diamo inizio alle danze!

Sono piuttosto selettiva quando si parla di libri, ma dopo aver visto il film – tratto dal libro Gone Girl, l’amore bugiardo – di David Fincher (lo stesso di Se7en, Fight Club, Zodiac un regista così..a caso), mi sono talmente incuriosita che ho fatto di tutto per recuperare il libro. Ed eccomi qua, ad avere pensieri e sentimenti contrastanti sulla storia di Amy e Nick.

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Amy, ragazza perfetta sotto ogni punto di vista.
Nick, affascinante ragazzo del Missouri.
Vivono una vita perfetta e felice, sino al momento in cui entrambi perdono il lavoro a causa della crisi così decidono di trasferirsi in Missouri, per prendersi cura della madre di Nick. Quest’ultimo diventa proprietario di un bar, comprato con i soldi del fondo fiduciario di Amy e quest’ultima, da persona dinamica qual è,  è obbligata a diventare una perfetta casalinga. Fino a che, il giorno del quinto anniversario di matrimonio Amy scompare e si suppone che sia stata uccisa e tutte le prove portano a Nick. Ma è lui il vero assassino

Sempre che di assassinio si parla.

Un libro a due voci, Amy e Nick, che raccontano la loro vita e il loro matrimonio; la storia si evolve passando dal come si sono conosciuti al mutare del sentimento e della loro vita coniugale. Ci troviamo prima in una New York dinamica, con i protagonisti ricchi di ambizioni e successi ma man mano che si prosegue il contesto cambia, la crisi incombe e tutto diventa più lento e sonnolento. Questa situazione però ha una breve esistenza, viene smossa dalla sparizione di Amy, preceduta da una presunta colluttazione in casa: mobili rovesciati, pavimenti della cucina illuminati a giorno dal luminol e tutti i sospetti cadono su Nick, il maritino con il sorriso sornione.
Il tam tam mediatico si concentra sempre di più sulla figura del marito assente e insensibile ma, ovviamente quando si parla di media, non è sempre come ci viene presentato. Nick è tormentato dalla scomparsa della “mitica Amy”, ma non riesce a esprimere i propri sentimenti a causa di un padre-padrone; tuttavia, noi siamo dei privilegiati, sappiamo e conosciamo i veri sentimenti per Amy e sappiamo e conosciamo tutto ciò che gli frulla per la testa, questo ci aiuterà a capire una cosa fondamentale, la chiave di volta: tutto ciò che ci appare non è necessariamente la realtà.
Dall’altra parte abbiamo la Moglie che costruisce una storia d’amore idilliaca, in cui sembra che lei sia senza macchia e senza peccato e accusa il Marito di improbabili violenze. Anche qua, non lasciatevi ingannare.
Una trama così ben congegnata è messa in risalto da una scrittura cinica, asciutta e in un certo qual modo elegante, MA – c’è un ma grande come una casa – non sono riuscita ad apprezzare questo libro sino in fondo. La parte centrale del testo è troppo macchinoso e non si fa altro che andare avanti per inerzia, nella speranza che spunti qualche colpo di scena. I personaggi sono delineati piuttosto bene, però non si riesce ad entrare in empatia e delle volte ci si ritrova ad odiarli.
SPOILER: chi è che è entrato in simpatia con Amy: la sociopatica, mitomane Amy e… ora che ci penso, in effetti, ho realmente capito il significato del titolo…gone girl: ragazza andata, ma andata di testa! 
Per cui il mio giudizio complessivo è un MEH…poteva essere sviluppato meglio, molto meglio. Definito un noir che di noir ha solo la copertina, un poliziesco che di poliziesco non ha neanche i poliziotti, insomma un libro che indubbiamente intrattiene il lettore ma che non aspira ad essere osannato, come ho letto praticamente ovunque.

Voi cosa ne pensate? L’avete letto o siete in procinto di leggerlo?
Fatemi sapere!
A presto.

P.S. Il mio spirito di sintesi sta migliorando? Non lo so, ma mi ritengo particolarmente soddisfatta 😉